Per molti anni, e spesso ancora oggi, l’energia è stata vista come una sorta di tassa da pagare, un qualcosa imposto dall’esterno su cui è possibile fare ben poco per ridurre le spese. Ma avere un atteggiamento passivo nei confronti dei costi energetici è un errore, soprattutto in Italia, dove l’alto prezzo delle bollette si trasforma in perdita di competitività dei nostri prodotti rispetto ai concorrenti degli altri Paesi UE, dove l’energia costa meno. Secondo dati Eurostat, l’Italia è il secondo Paese in Europa per prezzo dell’energia più alto, soprattutto a causa di accise e tasse. 

In tempi di transizione energetica, inoltre, c’è il rischio che i costi dell’energia siano sempre più elevati, e comunque caratterizzati da grande volatilità: la mancata possibilità di prevedere le spese è un ulteriore danno per i budget aziendali. 

Per mitigare il caro energia e le sorprese, è necessario gestire l’energia in modo attivo, “portandosi in casa le competenze”, o affidandosi ai professionisti del settore. Ma come riconoscere un consulente energetico capace ed affidabile? 

Scopriamo insieme le 4 domande da porsi per trovare il partner giusto. 

1. Chi offre servizi di consulenza energetica in Italia?

Le professioni legate al mondo dell’energia si sono sviluppate molto, a partire dalla liberalizzazione del mercato alla fine degli anni 90 del secolo scorso. Attualmente, ci sono migliaia di professionisti sul mercato, e può essere difficile orientarsi, ma possiamo individuare 4 soggetti principali. 

  • Energy manager: è la figura meno ben definita dal mercato e dalle norme e non corrisponde ad un profilo professionale certificato. L’energy manager è chi ha un incarico per la gestione dell’energia all’interno di una organizzazione, quindi può essere sia una persona con forti competenze tecniche, che un manager con ruolo più “gestionale”, affiancato da collaboratori più tecnici. 
  • Esperto in Gestione dell’Energia: è la figura di riferimento (assieme alla ESCo) del mercato dell’energy consulting. In Italia è una figura professionale che può essere certificata secondo la norma UNI CEI 11339, che attesta che il professionista possiede tutte le competenze necessarie per svolgere attività di consulenza energetica. Secondo Accredia, in Italia gli EGE certificati sono oltre 1.600 
  • Energy Service Company (ESCo): sono aziende specializzate nella fornitura di servizi ad ampio raggio nell’ambito della gestione dell’energia. Esse devono essere certificate secondo una norma UNI CEI 11352 che garantisce che l’azienda possiede le competenze e le risorse tecniche, finanziarie e organizzative, per fornire servizi di consulenza energetica. All’interno di una ESCo certificata, deve obbligatoriamente operare almeno un professionista certificato EGE. Secondo la FIRE, oggi le ESCo certificate sono meno di 400 
  • Le grandi utilities: cioè i produttori, distributori e fornitori di energia, che hanno al loro interno ormai EGE o ESCo che offrono servizi di consulenza energetica ai clienti a cui vendono l’energia, con un certo conflitto di interessi. 

2. Quale consulente energetico è più adatto alle mie esigenze?

La risposta a questa domanda dipende dal cliente.  

  • Le aziende non produttive o non energivore, che hanno pochi macchinari e processi su cui fare efficienza energetica, possono accontentarsi di un buon libero professionista (sempre meglio, comunque, rivolgersi a un EGE certificato) che le aiuti a districarsi tra i vari contratti di fornitura offerti dalle utilities.  
  • Le piccole imprese, anche produttrici, possono trovare beneficio nel lavorare con un libero professionista, che può garantire un contatto più diretto e un servizio su misura, occupandosi di coordinare i fornitori di energia e servizi necessari.  
  • Le grandi aziende possono trovare più adeguate le risposte e servizi integrati forniti da una utility. Tuttavia, esse forniscono servizi di consulenza energetica solo ai propri clienti, in una dinamica in cui, prima si stipula il contratto per le forniture e poi ci si affida allo stesso soggetto per capire come consumare meno della stessa energia fornita.  
  • Per tutti, una ESCo, rigorosamente certificata, può essere il partner di consulenza energetica più adeguato alle esigenze di tutte le aziende di qualsiasi dimensione. Una buona Energy Service Company può offrire la flessibilità e vicinanza al cliente del libero professionista, assieme alla professionalità della utility sia lato acquisti che lato consumi, ma con un qualcosa in più: l’indipendenza. Le ESCo non vendono prodotti tecnologici né vettori energetici quindi si pongono in una posizione terza rispetto a tutti i player di mercato e davvero al fianco dei clienti nella consulenza energetica. 

3. Quali competenze deve avere il giusto partner per la consulenza energetica? 

Non è possibile fornire un identikit unico del giusto partner per la consulenza energetica: come abbiamo visto in precedenza, esigenze diverse possono rendere più adeguato o “comodo” lavorare con soggetti diversi. 

Di sicuro, un buon partner di consulenza energetica deve essere competente sia nell’acquisto dell’energia, che nei suoi usi. Come abbiamo già detto, per risparmiare sui costi energetici spesso non è sufficiente ottenere il contratto migliore, ma bisogna conoscere il modo in cui l’energia viene utilizzata in azienda, per identificare eventuali sprechi o opportunità di efficientamento. 

Il buon partner per la consulenza energetica, deve dimostrare di avere una conoscenza approfondita e aggiornata di: 

  • come funzionano i mercati energetici
  • quali tipi di contratto esistono sul mercato e quale è più conveniente in base alla congiuntura economica e alle caratteristiche del cliente; 
  • quali obblighi e adempimenti sono previsti dalle leggi in vigore; 
  • quali forme di incentivo o sgravio fiscale o altre forme di sostegno sono previste dalla normativa vigente; 
  • quali strumenti e tecnologie si possono utilizzare per ridurre i propri consumi. 

4. Quali obiettivi deve perseguire la consulenza energetica? 

L’obiettivo della consulenza energetica dovrebbe essere quello di costruire un piano di interventi per la riduzione dei costi dell’energia che agisca sia lato acquisti che lato consumi, e così facendo crei una vera “cultura” dell’efficienza energetica in azienda.  

Spesso, confrontandosi con i clienti alla domanda “quanto consumate”, il consulente energetico si sente rispondere “tot mila euro al mese”. Questo non è sintomo di buona gestione dell’energia in azienda: la spesa per l’energia deriva da quanta energia viene consumata per il prezzo di acquisto.  

Tenere sotto controllo solo il prezzo non è sufficiente, in parallelo è fondamentale essere sicuri di utilizzare tutta e solo l’energia che serve.  

Una buona consulenza energetica, quindi, deve essere strutturata secondo 3 passi

  • Analisi dello stato di partenza: esiste un referente aziendale per l’energia? Quali caratteristiche hanno e quando scadono i contratti di fornitura in essere? Esiste consapevolezza del bilancio energetico (cioè come si consuma l’energia) in azienda? 
  • Revisione o costruzione di un Sistema di Gestione dell’Energia (SGE): non necessariamente un SGE deve essere strutturato e certificato secondo la norma di riferimento ISO 50001, ma è certamente fondamentale che in azienda esista un documento che mette in fila priorità e opportunità di risparmio da interventi tecnologici, gestionali e amministrativi (incentivi, sgravi, bonus). Il SGE deve inoltre identificare un team aziendale che deve essere formato alle tematiche della gestione dell’energia e va nominato un responsabile. 
  • Implementazione e monitoraggio del piano: dopo avere stabilito il piano di azione per l’energia, esso va implementato e periodicamente aggiornato per misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi. Il piano comprenderà azioni per la stipula dei nuovi contratti di fornitura e un elenco degli interventi gestionali e tecnologici per migliorare l’efficienza energetica o rendere l’azienda meno dipendente dai costi mutevoli del mercato (es. realizzando un impianto fotovoltaico). 

Consulenza energetica: come individuare il partner giusto. In conclusione? 

L’energia è alla base del funzionamento di tutte le imprese, quindi tutti hanno bisogno di un consulente energetico, che si occupi di costruire un piano di azione in grado di agire sia sull’acquisto dell’energia che su suo utilizzo in azienda. 

E chi è il soggetto che ha più bisogno di un consulente energetico? Proprio chi pensa di non averne bisogno! 

cta_nl_samandel