Lo sviluppo energetico sostenibile è uno sviluppo del settore in grado di soddisfare i tre pilastri dello sviluppo sostenibile in senso lato, ovvero essere economicamente profittevole, socialmente giusto, ambientalmente responsabile. Quando negli anni ’70 del secolo scorso si iniziò a parlare di sviluppo sostenibile, l’energia non era ancora tenuta così al centro dell’agenda: ora le cose sono totalmente cambiate. 

Identikit per uno sviluppo energetico sostenibile

Oggi sappiamo che oltre il 70% delle emissioni di gas serra sono legate alla produzione e al consumo di energia, in particolare il 24% delle emissioni è dovuto agli usi di energia delle aziende, il 17% agli edifici, il 17% ai trasporti.  

L’ONU, ha inserito “affordable and clean energy” (energia conveniente e pulita) al numero 7 tra i sustainable development goals. 

Ecco quindi, un identikit che definisce come l’energia sostenibile dovrebbe essere: 

  • rinnovabile o perpetua: al momento non esistono tecnologie in grado di produrre energia “perpetua” (un concetto che va preso in senso metaforico perché contraddice il secondo principio della termodinamica), quindi teniamoci la parola rinnovabile. 

  • prodotta e utilizzata in modo efficiente: non bisogna sprecare le risorse, anche per gli impianti a fonti rinnovabili vanno evitati gli sprechi, secondo il concetto di sufficienza, oltre che di efficienza. 

  • economicamente e finanziariamente sostenibile: sia per gli investitori, cioè per chi produce energia, che per chi la consuma. Per valutare il vero prezzo dell’energia andrebbero incluse anche le esternalità negative. 

  • sicura e diversificata: bisogna poter contare su un mix di fonti, a differenza di quanto è stato nell’ultimo secolo, dominato dalle grandi centrali a combustibili fossili, che hanno portato sviluppo al prezzo di inquinare e riscaldare il Pianeta, dobbiamo passare ad un modello decentrato, dove tanti piccoli produttori/consumatori si scambiano energia come nelle reti digitali. 

  • socialmente equa (di facile accesso per tutti): la povertà energetica è un problema molto serio anche in Europa, il fatto che in un certo luogo sia disponibile energia, non significa che tutti possiedano i mezzi tecnologici ed economici per utilizzarla. 

  • socialmente sostenibile: è necessario evitare, ad esempio, che lo sviluppo di nuove centrali e reti di distribuzione impatti negativamente sulla vita delle persone, come ad esempio è successo per la costruzione di grandi centrali idroelettriche in Cina, Sud America e Africa. 

  • ambientalmente sostenibile: oggi è irrinunciabile produrre e consumare l’energia senza pesare ulteriormente sulla natura e sul Pianeta. 

L’energia di oggi è sostenibile? 

Come enunciato nella definizione iniziale, lo sviluppo energetico sostenibile dev’essere in grado di coniugare obiettivi ambientali, sociali ed economici. Non si tratta di un vuoto esercizio da accademici, ma di qualcosa di molto concreto! L’energia di oggi come risponde all’identikit? Rispondiamo a questa domanda dal punto di vista di un imprenditore e cittadino italiano

  • È rinnovabile? Non abbastanza, nel primo quadrimestre del 2020 circa il 28% dell’energia elettrica prodotta nel mondo, derivava da fonti rinnovabili (fonte IEA).

  • È efficiente? Non abbastanza: l’intensità energetica delle nostre economie è ancora troppo elevata e per combattere i cambiamenti climatici, nei prossimi 20 anni dovrà raddoppiare (fonte IEA)

  • È economicamente e finanziariamente sostenibile? Per rispondere a questa domanda, basta guardare le bollette: il PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia elettrica negli ultimi 12 mesi è aumentato del 400% e il Governo ha dovuto intervenire con diversi miliardi per calmierare gli aumenti. 

Non è necessario proseguire analizzando tutti i punti per avere chiara la risposta all’interrogativo. Fortunatamente, in Italia, le imprese possono almeno godere di energia sicura, grazie alla qualità della rete, ma è evidente che per l’energia sostenibile c’è molta strada da fare.  

La road map per lo sviluppo energetico sostenibile delle PMI 

Per quasi tutti i problemi esiste una soluzione o un insieme di azioni in grado di limitarne l’impatto. Ecco quindi la road map delle azioni concrete per lo sviluppo sostenibile delle PMI. 

  • Conoscere il proprio fabbisogno: attraverso una diagnosi energetica realizzata da un professionista accreditato, o almeno un’attenta analisi del proprio bilancio energetico, è importante sapere come, dove e quando, la nostra impresa consuma energia. 

  • Fare un piano di interventi: analizzando con attenzione i propri usi energetici si stabilisce una lista delle priorità di intervento. Il mio obiettivo principale è risparmiare? Ridurre il mio impatto ambientale? Testimoniare concretamente il mio impegno ai miei clienti?

  • Agire e registrare i progressi: stabilito come procedere si passa alla fase operativa, in cui si realizzano gli interventi identificati o le azioni stabilite di concerto con il proprio consulente energetico. I progressi ottenuti vanno registrati così da poter essere monitorati nel tempo e, se del caso, comunicati ai nostri stakeholders

Le soluzioni Samandel per lo sviluppo energetico sostenibile 

Samandel è in grado di supportare tutte le PMI e guidarle lungo tutto il percorso verso la sostenibilità energetica. Con noi, puoi: 

  • fare una diagnosi energetica con i nostri tecnici specializzati 

  • realizzare interventi di miglioramento dell’efficienza energetica attraverso un energy performance contract, ad esempio sostituendo impianti di illuminazione obsoleti, sostituendo un vecchio compressore, una vecchia caldaia o chiller 

  • installare un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione e l’autoconsumo, magari utilizzando una delle nostre formule a investimento zero, così che per i consumi che non puoi eliminare, puoi essere più indipendente e pagare meno.  

  • acquistare energia certificata verde per ciò che devi comprare dalla rete o compensare il tuo impatto attraverso i carbon credits, così da diventare carbon neutral come noi! 
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