Una corretta progettazione dell’impianto fotovoltaico è fondamentale per garantire la redditività dell’investimento.  

Gli aspetti da considerare sono molteplici, ma in questo articolo ti forniremo alcuni strumenti di base utili a creare un semplice modello di valutazione preliminare. Vale la pena ribadirlo: la progettazione di un impianto fotovoltaico “su misura” è un’attività complessa, specialmente attribuendo al termine progettazione un significato di largo respiro. Non solo, cioè, collegamenti elettrici e burocrazia, ma numerose valutazioni: modello di business vincente, materiali di qualità, potenza ottima da installare analizzati producibilità e consumi elettrici. Senza una progettazione seria, corri il serio rischio di trasformare un investimento con tassi di rendimento a doppia cifra in uno spreco di denaro. D’altro canto, però, prima di affidarti ad un partner qualificato, puoi arrivare da te ad alcune prime conclusioni. Iniziamo! 

Progettazione impianto fotovoltaico, primo passo: quanto pago l’energia?  

Questa è la prima domanda da porsi, e purtroppo la risposta, spesso, è uguale per tutti: tanto. Un impianto fotovoltaico consente di autoprodursi l’energia elettrica, evitandone quindi l’acquisto dalla rete, con un notevole risparmio nei costi aziendali. 

Prova a verificare le tue ultime bollette: dividi l’imponibile in fattura rispetto ai consumi, espressi in kWh, e calcola così il tuo costo unitario. Considera che, indicativamente, se il tuo costo è superiore a 0,120 €/kWh, è molto probabile poter dimensionare un impianto fotovoltaico con IRR in doppia cifra. Rendimento finanziario che aumenta all’aumentare del costo dell’energia, perché aumenta di conseguenza la quantità di risparmi grazie all’autoproduzione in loco. A questo proposito, avrai certamente sentito degli ultimi pesanti incrementi dei costi energetici: le prospettive, purtroppo, non sono rosee.  

In questo grafico puoi vedere come, tra agosto 2020 ed agosto 2021, il Prezzo Unico Nazionale dell’energia sia triplicato

Figura 1: andamento mensile del PUN. Fonte dei dati: GME 

Quanta energia consumo? 

In base a quanto detto finora, potrebbe sorgerti spontanea, giustamente, questa domanda. Pensando: maggiore è il mio fabbisogno energetico, più mi converrà investire in un impianto fotovoltaico. Questo è senza dubbio vero, ma non farti trarre in inganno: la regola per una corretta progettazione sta nel giusto dimensionamento. Con l’obiettivo, appunto, di garantire che buona parte dell’energia prodotta venga subito autoconsumata dalle tue utenze, così da evitare di comprarla dalla rete elettrica. Significa che l’investimento può sempre rivelarsi conveniente: tanto per un impianto residenziale da 3 kW, quanto per un impianto industriale da 1 MW. Guarda infatti la tabella qui sotto: più del 98% degli impianti installati in Italia al 31.12.2020 ha una potenza non superiore a 200 kW! 

Figura 2: numerosità degli impianti installati in Italia al 31.12.2020. Fonte dati: GSE 

La vera domanda, piuttosto, è un’altra… 

Quando consumi l’energia? 

Com’è noto, gli impianti fotovoltaici forniscono energia durante le ore di luce, tanta maggiore quanto maggiore è la radiazione solare: quindi, di giorno e in primavera/estate. Come abbiamo detto, è importante che la progettazione dell’impianto fotovoltaico sia tale da garantire che la sua produzione sia quanto più contemporanea al fabbisogno delle utenze.  

Per un’analisi puntuale dell’autoconsumo energetico, è bene affidarsi a professionisti: vengono utilizzati, ad esempio, software di simulazione e mappe di radiazione solare oraria. Ma intuitivamente, puoi riflettere che se il tuo fabbisogno è focalizzato in ore diurne, a maggior ragione devi prendere in considerazione l’opportunità “fotovoltaica”. E ancora di più se hai turni di lavoro su 6 o 7 giorni, o se i tuoi consumi sono concentrati nella stagione calda (magari per stagionalità delle tue lavorazioni, o semplicemente perché hai ambienti raffrescati). Qui sotto trovi due grafici tratti da una più ampia analisi svolta per un’azienda: il dimensionamento garantisce un ottimo autoconsumo

Figura 3: grafici di confronto tra fabbisogno energetico dello stabilimento e prevista produzione fotovoltaica, su base oraria, in due giorni tipo dell’anno 

Progettazione di un impianto fotovoltaico, altro step: cos’ho in testa?  

A questo punto puoi chiederti: ho spazio sul tetto? Impianti di taglia commerciale/industriale, infatti, sono generalmente redditizi se installati su coperture, non a terra. Allora, puoi considerare alcuni semplici criteri di progettazione: 

  • Il mio tetto non è in buono stato di conservazione/è privo di amianto? Eseguendo interventi di risanamento, avrai un investimento superiore. Ma può essere l’occasione di trasformare un vincolo in opportunità! 
  • Sono presenti numerosi camini, evacuatori di fumo, lucernai, ostacoli vari? Considera che tutti questi elementi riducono la superficie utilizzabile per l’impianto. 
  • tetti inclinati verso sud permettono la massima producibilità dell’impianto fotovoltaico. Se quindi hai, ad esempio, degli shed, sei in una situazione davvero ottimale.  
  • Un’altra considerazione riguarda il materiale della copertura: per esempio, l’installazione su lamiera grecata permette di utilizzare strutture di ancoraggio dei pannelli meno costose di altre configurazioni. 

Considera quanto sopra indicativo: è raro avere coperture inadatte ad un impianto fotovoltaico! 

Quindi, che fare?

Non dimenticare un aspetto essenziale. Gli investimenti in questo settore sono talmente convenienti che oggi numerosi soggetti “sperano” che i clienti finali non realizzino da sé l’intervento. Un impianto fotovoltaico può essere realizzato con tanti modelli di business, ad esempio: 

  • acquisto dell’impianto da parte del cliente finale, che beneficia fin da subito dei risparmi e massimizza il proprio valore attuale netto; 
  • cessione del diritto di superficie ad un investitore: un soggetto terzo installa ed esercisce l’impianto, a fronte di una remunerazione per la concessione dello spazio; 
  • investimento zero: un investitore realizza l’impianto, il cliente per alcuni anni paga l’energia ad un prezzo scontato rispetto alla rete, e a fine contratto diventa proprietario. 

Quindi, se ritieni di non avere le caratteristiche adeguate per progettare un impianto fotovoltaico, avrai numerose alternative al tuo acquisto diretto! 

Progettazione impianto fotovoltaico: il punto di arrivo è la convenienza

Ogni impianto fotovoltaico ha una storia a sé: condizioni di installazione, dimensionamento, e simili. Vogliamo però darti un modello di calcolo estremamente semplificato, ma significativo, della convenienza in questi investimenti: 

  1. un impianto installato in Nord Italia, con producibilità né eccezionale né scadente, diciamo di 1.100 kWh/kW/anno 
  1. un investimento unitario di 1.000 €/kW (che, su taglie industriali, non è un valore basso) 
  1. che dalla verifica in bolletta hai calcolato un costo energetico di 0,150 €/kWh ante IVA 
  1. pannelli fotovoltaici di buona qualità hanno una garanzia di producibilità a 25 anni: teniamo quindi questo orizzonte temporale per l’analisi 
  1. considerando un decadimento annuale fisiologico delle prestazioni, possiamo stimare una produzione specifica complessiva di 25.600 kWh, per ciascun kWp 

In questo articolo ti abbiamo fornito alcune semplici regole e strumenti di massima per la progettazione del tuo impianto fotovoltaico. Ma Samandel può darti un importante valore aggiunto: studia insieme a te una progettazione a 360 gradi; realizzail tuo impianto chiavi in mano, dandoti l’opera finita e funzionante; 

investe al posto tuo, permettendoti di realizzare un impianto fotovoltaico a costo zero. 

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